con il patrocinio di

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

che cos'è

L'obiettivo del nostro progetto prevede di portare i preadolescenti ed adolescenti ad un rapporto più responsabile nell’uso del proprio scooter, facendo leva proprio sul potere aggregativo che tale strumento già rappresenta per molti di loro. E nel fare questo è importante partire già da quando si va in bicicletta: una mentalità non si improvvisa, ma la si costruisce momento per momento durante la crescita.

L’aver interpellato ed ottenuto la presenza in più momenti di campioni della disciplina motoristica dell’enduro, quali i pluridecorati a livello mondiali Passeri e Rinaldi, oltre che una nutrita rappresentanza di piloti locali, riteniamo possa garantire quella professionalità ed attrattiva per dare veramente qualcosa di più ai ragazzi in una dimensione dove in genere pensano di non aver nulla da imparare. Ricordiamo che questa disciplina motoristica punta molto sulla continuità della preparazione e della conduzione, non raggiunge i livelli di esasperazione del motocross ed è ovviamente molto meno rischiosa. Pure è meno nota, e anche questa è una caratteristica non indifferente riguardo a quanto si diceva prima su un certo modo di accostarsi allo sport. Porta con se un rapporto ravvicinato con l’ambiente, che però richiede maturità per poter essere produttivo e non distruttivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cosa stiamo facendo

Il primo passo à stato l'attrezzare un apposito campo, delimitato  da rete e elementi atti a garantire la sicurezza di utenti e spettatori, ove potersi cimentare in un controllo del mezzo  nella guida al limite, attraverso gimkane, piccoli salti, terreno a bassa aderenza.

Inoltre l'allestimento occasionale di una pista per il kart che abbiamo acquistato onde attraverso l'emozione poter iniziare anche i più giovani ad una mentalità di guida dell'automobile che sia insieme responsabile e alla ricerca di un certo livello tecnico di conduzione del mezzo.

Oltre al coinvolgimento di personaggi importanti nell'ambito motoristico abbiamo anche curato la partecipazione delle forze dell’ordine, particolarmente i vigili locali, soprattutto per una educazione alla segnaletica stradale. Rappresentanti della sanità pubblica hanno garantito la loro presenza per illustrare ai ragazzi i rischi e le conseguenze più diffuse in caso di incidente. Ovviamente puntiamo molto sul contributo dei testimonial sportivi prima citati sia per il confronto con i ragazzi che per l’organizzazione di prove di abilità atte a fornire un maggior controllo psicofisico nella conduzione del proprio mezzo, oltre che favorire una “riduzione del danno” nella fase purtroppo quasi ineliminabile (particolarmente per i maschi) dell’alterare le specifiche di collaudo del mezzo. Il tutto è visto poi nell’ottica di un approdo alla guida dell’automobile. Per questo abbiamo pensato di proporre almeno uno stage di guida sicura fatto in loco e la presenza dei rappresentanti più significativi del gallismo e della pista in provincia di Brescia, quali Medeghini, Dallavilla, Cristian Pescatori,, e il responsabile del Camel Trophy e dakarista Beppe Gualini.

Inoltre siamo in contatto con il Kartodromo di Antegnate per l’uso della pista assistiti da personale specializzato.

 

 

 

 

 

  1. introduzione

  2. come comportarti se sei un pedone

  3. come attraversare un incrocio

  4. come circolare in strada con un veicolo

  5. come affrontare un incrocio

  6. come effettuare un sorpasso

  7. cos'è la distanza di sicurezza

  8. come calcolare la distanza di sicurezza

  9. come comportarsi quando si circola in bicicletta

  10. cosa non deve mai fare un ciclista

  11. cosa deve fare un ciclista

  12. è bene ricordare che...

  13. come si circola in motorino

  14. conseguenze se si modifica il motorino

  15. dispositivi di equipaggiamento del ciclomotore

  16. cosa possedere per poter circolare col ciclomotore

  17. cos'è il certificato di idoneità alla guida

  18. perchè indossare il caco

  19. quanto è importante scegliere il casco giusto

  20. sostituzione del casco

  21. verniciatura del casco

  22. necessità di allacciare sempre il casco

  23. perchè indossare le cinture di sicurezza

  24. come indossare la cintura di sicurezza

  25. quando usare le cinture di sicurezza

  26. utilità dell'uso delle cinture di sicurezza

  27. conosciamo i limiti di velocità

  28. basta rispettare i limiti di velocità?

  29. attenzione alle curve...

  30. è bene ricordare che...

  31. cosa fare se si causa un incidente

  32. quello che tutti dovrebbero sapere

  33. quali sono le principali cause degli incidenti stradali

  34. parliamo delle stragi del sabato sera

  35. cos'è il colpo di sonno

  36. e ora preoccupiamoci dell'ambiente...

  37. che fare?

 

INTRODUZIONE

Obiettivo del percorso di formazione è quello di trasmettere e invogliare l'acquisizione di comportamenti conformi alle norme di Educazione Stradale. Il che significa non soltanto trasferire conoscenze tecniche relative alle regole di circolazione o ai segnali stradali, ma anche e soprattutto "formare" individui responsabili che rispettino i valori della società civile. La maggior parte degli incidenti è causata dall'inosservanza delle regole. Non basta usare metodi repressivi perché i comportamenti imposti e non motivati di solito vengono trasgrediti. Occorre, anche, convincere le persone che tenere una condotta corretta conviene in quanto da ciò derivano grandi vantaggi:

innanzitutto, la sicurezza e la salvaguardia della vita e della salute;

in secondo luogo, la fluidità della circolazione che, a sua volta, riducendo i tempi di percorrenza, si traduce in benefici psicologici (meno stress e più tempo libero), in risparmio energetico (diminuzione delle spese di carburante), in riduzione dell'inquinamento atmosferico. Insomma, le regole dei codice della strada sono state concepite proprio per proteggere la vita e l'incolumità di conducenti e pedoni.

Occorre, inoltre, insegnare alle persone a percepire adeguatamente il pericolo e a controllare la tendenza al rischio. Educare gli individui a contenere gli impulsi "distruttivi" dettati dalla frustrazione in modo da sviluppare una corretta percezione dei rischio e da adottare comportamenti di sicurezza.

La lettura di queste poche, semplici norme di educazione stradale vi consentirà di approfondire le vostre conoscenze sulla distanza di sicurezza, sull'uso del casco; sui veicoli cosiddetti "ecologici", sui limiti di velocità, e così via.

 

COME DEVI COMPORTARTI SE SEI UN PEDONE?

Devi circolare sui marciapiedi. Nel caso in cui questi non esistano, cammina sul margine della carreggiata, in senso opposto a quello di marcia dei veicoli, in modo da poter vedere quelli che sopraggiungono. Se la carreggiata è a senso unico, stai sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli. Attraversa la strada servendoti degli appositi attraversamenti pedonali o dei sottopassaggi o sovrapassaggi. Sugli attraversamenti pedonali, hai la precedenza rispetto ai veicoli, ma devi comunque essere prudente perché non tutti rispettano le regole della strada. Fuori dall'attraversamento pedonale è il veicolo ad avere la precedenza: attraversa la carreggiata perpendicolarmente, di modo che il tragitto sia il più breve possibile e sempre laddove c'è completa visibilità, mai davanti ad ostacoli di grandi dimensioni o dietro ad una curva.

 

COME DEVI ATTRAVERSARE UN INCROCIO?

Per attraversare un incrocio devi essere particolarmente prudente. Se l'incrocio è regolato da un semaforo, aspetta che si accenda la luce verde e attraversa in maniera sollecita, accertandoti che i veicoli rispettino il rosso. Se è accesa la luce gialla, o la verde lampeggia, non attraversare perché poco dopo scatterà il rosso; se invece la luce gialla o quella verde lampeggiante si accendono quando hai già cominciato l'attraversamento, devi accelerare il passo per completarlo quanto prima, senza però correre. Mai attraversare davanti ad ostacoli che limitano la visuale, come per esempio davanti ad autobus, tram o filobus in sosta alle fermate perché, in tal modo, non riusciresti a vedere eventuali veicoli in fase di sorpasso dei mezzi pubblici e anche i conducenti dei veicoli potrebbero non vederti mentre stai attraversando.

 

COME CIRCOLARE IN STRADA CON UN VEICOLO?

Sulla destra, anche quando la carreggiata è libera.

 

COME AFFRONTARE UN INCROCIO?

Usando la massima prudenza, al fine di evitare incidenti e ricordando che, salvo diversa segnalazione, ha la precedenza chi proviene da destra.

 

COME EFFETTUARE UN SORPASSO?

Segnalando la manovra con gli appositi indicatori di direzione e accertandosi che la visibilità sia tale da consentirla, senza creare situazioni di pericolo o d'intralcio alla circolazione. La strada deve essere libera per uno spazio tale da permettere la completa esecuzione del sorpasso, in base anche alla propria velocità e a quella dei veicolo da sorpassare. Chi viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Non bisogna mai iniziare un sorpasso se qualcuno ha già segnalato la medesima intenzione.

 

CHE COS'E’ LA DISTANZA DI SICUREZZA?

Lo spazio che separa il nostro veicolo da quello che ci precede e ci garantisce, in caso di arresto improvviso, di evitare collisioni.

 

COME CALCOLARE LA DISTANZA DI SICUREZZA?

Tenendo presente che più alta è la velocità maggiore è la distanza di arresto, ossia lo spazio percorso dal veicolo dal momento in cui il conducente percepisce il pericolo a quello in cui il veicolo si arresta. La distanza di arresto è composta dallo spazio percorso nel tempo di reazione, ossia il tempo passato tra il momento in cui si vede il pericolo ed il momento in cui si azionano i freni (in normali condizioni psicofisiche tale tempo varia da 1 a 2 secondi in relazione alla velocità), e lo spazio di frenata, ossia lo spazio necessario al veicolo per arrestarsi. Distanza di arresto = spazio percorso nel tempo di reazione + spazio di frenata. Un esempio: andando a 40 Km/h si percorrono circa 11 metri al secondo, mentre altri 9 metri costituiscono lo spazio di frenata (se il veicolo è in perfetto stato e le condizioni del fondo stradale sono ideali). Se il tempo di reazione è di circa 1,5 secondi, la distanza percorsa, in tale tempo, sarà di 16.67 metri e la distanza totale di arresto sarà quindi di ben 25.67 metri! In caso dì asfalto bagnato o di strada sdrucciolevole la distanza di arresto aumenta notevolmente.

 

COME COMPORTARSI QUANDO SI CIRCOLA IN BICICLETTA?

Transitando sulle piste ciclabili, dove esistano, o sulla destra della carreggiata, nel caso in cui queste manchino. Utilizzando i dispositivi di illuminazione da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e, anche di giorno, nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Azionando correttamente i freni, vale a dire innestando prima il freno della ruota posteriore e poi anche quello della ruota anteriore, in maniera graduale, per evitare di perdere l'equilibrio o di essere catapultati in avanti. Occorre non dimenticare che la bicicletta deve essere dotata obbligatoriamente, oltre che di luci e freni, anche di campanello e catarifrangenti. I ciclisti sono altresì tenuti a procedere in un'unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due.

 

COSA NON DEVE MAI FARE UN CICLISTA?

Trainare o farsi trainare da qualsiasi altro veicolo e trasportare persone, tranne nel caso in cui la bicicletta sia appositamente costruita e attrezzata. Portare o tenere con le mani pacchi o oggetti che limitino la possibilità di manovra e di far fronte ad ogni evenienza della circolazione. Gareggiare in velocità o andare su una sola ruota. Sorpassare un veicolo fermo che si accinge a riprendere la marcia.

 

COSA DEVE FARE UN CICLISTA?

Tenere rigorosamente la destra durante la marcia. Segnalare con il braccio destro la svolta a destra e con il braccio sinistro la svolta a sinistra (dando la precedenza ai veicoli mentre si sposta prudentemente verso il centro della carreggiata). Solo quando non provengano altri veicoli, il ciclista può completare la manovra di svolta a sinistra. Nel caso di attraversamento di carreggiata a traffico particolarmente intenso e, in generale, nei tratti pericolosi, il ciclista deve attraversare sulle strisce pedonali, conducendo a mano la bicicletta. Deve, inoltre, rispettare un'adeguata distanza di sicurezza dal veicolo che lo precede in modo da poter frenare in tempo, senza conseguenze e segnalare l'arresto della bicicletta alzando un braccio, allo scopo di avvertire i veicoli che sopraggiungono.

 

E’ BENE RICORDARE CHE...

Il ciclista è un utente debole della strada, in quanto può perdere facilmente l'equilibrio. Le cause più frequenti degli incidenti in cui incorrono i ciclisti sono le manovre brusche ed improvvise, come procedere a zig zag, tagliare la strada ad altri veicoli, distrarsi, svoltare improvvisamente e procedere in maniera incerta e serpeggiante. Tali manovre devono essere sempre evitate, anche perché, oltre che per il ciclista, potrebbero essere pericolose anche per gli altri veicoli che sopraggiungono.

 

COME SI CIRCOLA IN MOTORINO?

Il motorino (o tecnicamente ciclomotore) è un veicolo con motore di cilindrata non superiore a 50 cc e con una velocità massima di 45 Kmh su strada orizzontale. Per guidarlo devi aver compiuto almeno 14 anni. In strada devi circolare sul margine destro della carreggiata non intralciando la circolazione degli altri veicoli e assolutamente non trasportando passeggeri.

Questo perché il ciclomotore è progettato e costruito per portare una sola persona. Non usare telefoni cellulari e cuffie sonore, distolgono l'attenzione dalla strada.

 

CONSEGUENZE SE SI MODIFICA IL MOTORINO

E’importante ricordare che oltre alla sanzione pecuniaria c'è anche la confisca dei veicolo.

I DISPOSITIVI DI EQUIPAGGIAMENTO DEL CICLOMOTORE

Dispositivo per le segnalazioni acustiche; dispositivo silenziatore e dispositivo di scarico; dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione (con uso obbligatorio da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e, anche di giorno, nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità); dispositivi retrovisori; pneumatici. I dispositivi devono essere perfettamente funzionanti quando si circola, a garanzia della propria sicurezza e di quella altrui.

 

COSA POSSEDERE PER POTER CIRCOLARE CON IL CICLOMOTORE

Il contrassegno d'identificazione, che permette di risalire all'intestatario del veicolo ed è legato alla persona, quindi non segue il ciclomotore (si tratta di una piccola targa che il proprietario ha la facoltà di trasferire da un ciclomotore ad un altro); il certificato di idoneità tecnica, che contiene i dati di identificazione e costruttivi ed è rilasciato dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile; un documento di riconoscimento; il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica (bollo); il certificato di assicurazione (obbligatoria); il contrassegno attestante il pagamento dei l'assicurazione.

 

COS'E’ IL CERTIFICATO DI IDONEITA’ ALLA GUIDA?

E’ il documento che occorrerà per guidare un ciclomotore. Questo certificato verrà rilasciato in seguito alla partecipazione ad appositi corsi, che verranno tenuti anche presso istituti scolastici d'istruzione secondaria. Ovviamente, il rilascio sarà subordinato ad un esame finale.

 

PERCHE’ INDOSSARE IL CASCO?

Perché dal 30 marzo 2000 è obbligatorio e perché riduce di oltre il 50% la possibilità di morire per trauma cranico. Da uno studio effettuato dall'istituto Superiore di Sanità presso alcuni ospedali della città di Bologna, rispettivamente 50 giorni prima e 64 giorni dopo il 30 marzo 2000, è risultata una notevole diminuzione dei casi di trauma cranico, alcune volte superiore alle attese, nonché una riduzione della gravità delle altre tipologie di lesione.

 

QUANTO E' IMPORTANTE SCEGLIERE IL CASCO GIUSTO?

E’ fondamentale non lasciare al caso l'acquisto di un casco. Perché ci protegga è necessario capire innanzitutto la giusta misura (si può usare un centimetro per conoscere l'esatta circonferenza della testa). Il casco non deve essere né troppo largo perché potrebbe girarsi o scendere davanti agli occhi durante la guida, né troppo stretto, altrimenti rischia di comprimere la testa. Dopo averlo accuratamente indossato ed allacciato, è opportuno fare una prova per rendersi conto se si sfila o si muove. Nel momento dell'acquisto vengono consegnate anche le istruzioni, necessarie per il corretto uso del casco. Esso deve essere omologato ed è consigliabile non comperarlo di seconda mano, poiché potrebbe essere incidentato e dunque non affidabile.

 

IN CASO DI INCIDENTE Il CASCO VA SOSTITUITO?

E’ necessario sostituire il casco ogni qualvolta subisce un colpo, anche se apparentemente non riporta danni. Questo perché la calotta interna può comunque essere stata danneggiata.

 

VERNICIATURA DEL CASCO

Usare solventi o vernici può essere molto rischioso ed è opportuno ricordare che per lavare il casco è sufficiente acqua e sapone e che non bisogna esporlo a forti fonti di calore.

 

E’ NECESSARIO ALLACCIARE SEMPRE IL CASCO?

Non solo bisogna indossare il casco, è necessario anche allacciarlo correttamente. Potrebbe, altrimenti, sfilarsi in caso d'incidente.

 

PERCHE’ INDOSSARE LE CINTURE DI SICUREZZA?

Perché è obbligatorio e perché svolgono una funzione essenziale per la sicurezza degli occupanti del veicolo. Nel caso di incidente, infatti, il conducente e i passeggeri vengono proiettati con forza contro il parabrezza o le pareti dei veicolo, con il rischio di gravi danni fisici. Le cinture e i sistemi di ritenuta, ancorando le persone ai sedili, impediscono sbalzi violenti e riducono i danni.

 

COME INDOSSARE LA CINTURA DI SICUREZZA?

Ben aderente al corpo, distesa e non arrotolata su se stessa. La banda trasversale della cintura deve essere stretta al torace, appoggiata sulla spalla e ben scostata dal collo, mentre quella addominale deve aderire al bacino. E’ inoltre opportuno non frapporre oggetti rigidi, metallici o appuntiti (penne stilografiche, spille ecc.) tra il corpo e la cintura di sicurezza, in quanto potrebbero ferire il torace in caso di incidente.

 

qualche statistica...

In Australia, nello stato di Victoria, si è osservata una diminuzione dei 27-32% delle morti attese, dopo l'introduzione della legislazione sull'uso delle cinture. In Belgio tale decremento è stato del 25%. Studi mirati nel Regno Unito hanno mostrato una particolare efficacia delle cinture di sicurezza nella riduzione delle lesioni gravi o mortali (decrementi intorno a 13,5%).

 

QUANDO USARE LE CINTURE DI SICUREZZA?

Sempre, non solo in autostrada, ma anche e soprattutto in città, dove avvengono il maggior numero di incidenti. Nelle zone urbane, la velocità è in genere più contenuta; tuttavia le energie in gioco sono già a livelli tali da produrre lesioni gravi o mortali (basti ricordare che un urto a 50 Kmh equivale a cadere dal terzo piano di un palazzo). Le cinture sono ugualmente utili a velocità elevate, quando, per le automobili che ne sono fornite, entra in gioco anche l'altro dispositivo di sicurezza, l'airbag, la cui completa efficacia è condizionata dal simultaneo uso delle cinture.

 

E’ VERAMENTE UTILE USARE LE CINTURE DI SICUREZZA?

Si. L’aumento dell'uso delle cinture porterebbe ad un risparmio di vite molto consistente e, soprattutto, ad una forte diminuzione dei numero di invalidi e di ricoveri. Nel 1995, gli incidenti stradali in cui sono stati coinvolti conducenti con cinture di sicurezza hanno fatto registrare un tasso di morti 4 volte inferiore rispetto agli incidenti stradali che hanno coinvolto conducenti privi di cinture di sicurezza. Purtroppo, l'Italia ha percentuali d'uso che oscillano tra il 10% e il 15% e si colloca tra i paesi con la minore diffusione in assoluto dell'uso sistematico della cinture di sicurezza.

 

CONOSCIAMO I LIMITI DI VELOCITA?

I limiti massimi di velocità previsti dal codice della strada sono:

50 Kmh nei centri abitati, con possibilità di elevazione fino a 70 Kmh nelle strade urbane di scorrimento.

90 Kmh per le strade extraurbane secondarie.

110 Kmh per le strade extraurbane principali.

130 Kmh per le autostrade

 

MA BASTA RISPETTARE I LIMITI DI VELOCITA'?

No. All'interno dei limiti previsti dal codice della strada, la velocità va sempre adattata alle condizioni esterne, quali la visibilità, la pavimentazione stradale, le condizioni del tempo, l'intensità del traffico, il carico e lo stato del veicolo. In particolare, il conducente deve limitare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità degli incroci e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nel l'attraversa mento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici, in prossimità degli attraversamenti pedonali. Il conducente non deve mai gareggiare in velocità ma nemmeno circolare a velocità talmente ridotta da costituire un pericolo o un intralcio per il normale flusso della circolazione.

 

ATTENZIONE ALLE CURVE...

La velocità deve essere particolarmente moderata quando si affronta una curva. In questo caso entra in gioco la forza centrifuga che tende a spingere il veicolo verso l'esterno. Più alta è la velocità, maggiore è la forza centrifuga. Se questa raddoppia, la forza centrifuga aumenta di quattro volte, se invece triplica la forza centrifuga accresce di ben nove volte!

 

E' BENE RICORDARE CHE...

La velocità eccessiva è una delle principali cause degli incidenti. Un urto a 50 Kmh equivale, per gli occupanti il veicolo, ad una caduta dal terzo piano di un palazzo e che in caso di scontro frontale con un altro veicolo l'effetto distributivo è proporzionale alla somma delle due velocità.

 

COSA FARE SE SI CAUSA UN INCIDENTE?

Bisogna fermarsi e prestare assistenza a coloro che ne hanno bisogno. Per chi si dà alla fuga è previsto l'arresto. E’ comunque, indipendentemente da qualsiasi sanzione, è dovere di ogni cittadino prestare soccorso alle vittime di un incidente. Occorre, inoltre, prendere ogni misura idonea per salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse tracce utile per l'accertamento delle responsabilità.

 

QUELLO CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE...

Negli ultimi dieci anni, in Italia, gli incidenti stradali hanno causato la morte di 80.000 persone e il ferimento di altri due milioni e mezzo di persone. Circa il 20% dei feriti ha riportato lesioni gravi e inabilità permanenti. Sono, purtroppo, i giovani le vittime eccellenti degli incidenti stradali. I ragazzi hanno spesso una percezione distorta del rischio, il che comporta errori nella valutazione e nelle decisioni in situazioni critiche (anche per la mancanza di esperienza). E' facile mettere a repentaglio la propria vita quando le scelte di guida si basano su fattori estranei alla sicurezza, come voler dare prova della propria bravura agli amici o far colpo sulle ragazze. Dal 1969 al 1998 sono morte circa 300.000 persone di cui un terzo aveva un'età compresa tra i 15 e 29 anni. Secondo le statistiche sanitarie, dal 1969 al 1994, il 50% dei decessi per incidenti stradali riguarda soggetti al di sotto dei 41 anni. Di questi, ben il 25% aveva meno dì 23 anni. Nello stesso periodo, nonostante la generale riduzione della mortalità per incidenti stradali (dovuta in buona parte alla maggior protezione offerta dai veicoli, all'introduzione dell'uso obbligatorio dei sistemi di sicurezza, alle numerose campagne di educazione, ai progressi della medicina), la mortalità nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni è rimasta sostanzialmente immutata. Probabilmente l'ingresso di nuovi fattori di rischio, quali la lunga percorrenza in ore notturne, l'uso di bevande alcoliche concentrato in alcuni giorni della settimana, l'uso di sostanze stupefacenti, il prevalere di comportamenti aggressivi nella condotta di guida e, soprattutto, la maggiore diffusione dei veicoli tra le fasce dì popolazione più giovane, hanno bilanciato i vantaggi sopravvenuti. In Italia, nel 1998, si è avuto un preoccupante aumento delle vittime di incidenti stradali: il numero dei morti è salito da 6.226 (1997) a 6.342. Rispetto al 1997, si è riscontrato anche un forte aumento degli incidenti (+7,7%) e dei feriti (+8,4%). Le città si confermano il luogo dove si verifica il maggior numero di incidenti (il 74,7% dei casi), con una crescita del 79% rispetto al 1997, e con una rilevante percentuale di morti (il 44,2%) che aumenta dello 0,7%. Appena il 6,8% degli incidenti avviene sulle autostrade. Ma il tasso di mortalità è più elevato a causa della velocità. Infatti in città, ogni 1000 incidenti, muoiono circa 16,9 persone, mentre sulle autostrade la quota sale a 47,7.

 

LE PRINCIPALI CAUSE DEGLI INCIDENTI STRADALI

Sulle strade urbane, all'origine dei sinistri, ci sono innanzitutto i comportamenti di guida del conducente e il suo stato psicofisico: la guida distratta e l'andamento indeciso, seguiti dal mancato rispetto della distanza di sicurezza e velocità provocano 33,4 morti ogni 1000 incidenti. I pedoni causano oltre 7300 sinistri (4,8%), soprattutto nell’attraversamento irregolare della strada e con 44,2 decessi ogni 1.000 incidenti hanno un tasso di mortalità molto elevato. Sulle autostrade, la causa più frequente di sinistro è l'eccesso di velocità seguita dalla guida distratta, dall'andamento indeciso e dal mancato rispetto della distanza di sicurezza. Sono invece la guida contromano e lo stato psico-fisico del conducente a provocare il maggior numero di decessi per incidente, rispettivamente con 86 e 98,7 morti ogni 11.000 incidenti.

E’ interessante notare come nel mese di luglio si registra la maggior frequenza di incidenti, morti e feriti, così come il venerdì e il sabato notte aumentano gli incidenti rispetto alle notti degli altri giorni della settimana, con una mortalità maggiore nella fascia oraria dalle 1.00 alle 5.00 del mattino.

 

 

 

 

 

 

 

PARLIAMO DELLE STRAGI DEL SABATO SERA

La notte e le prime ore dei mattino sono particolarmente pericolose per chi si mette alla guida di un veicolo: la visibilità è scarsa e si rischia il colpo di sonno. Le notti più tragiche sono quelle del venerdì e del sabato, proprio quando si ha maggiormente voglia di rilassarsi e divertirsi. Il fenomeno è tristemente famoso come le stragi del sabato sera. L'uso di alcol e droghe per sentirsi più liberi ed euforici, per provare nuove sensazioni e dimostrare coraggio, compromette l'equilibrio del corpo e della mente, con gravi conseguenze sullo stato di vigilanza alla guida. Basta una piccola quantità di alcool per alterare lo stato di attenzione dell'individuo e rallentarne i riflessi. Gli effetti sono tanto maggiori quanto minore è l’età del conducente. Allora perchè rischiare? Meglio non assumere alcolici se bisogna mettersi alla guida di un veicolo. Anche l’assunzione di sostanze stupefacenti e di alcuni farmaci peggiora il funzionamento dei corpo e della mente. Viene meno, o comunque viene alterata, la capacità di valutare con esattezza i rischi e le proprie capacità e spesso viene disturbata la percezione dello spazio o del tempo. Le droghe influenzano l'attenzione, la concentrazione e a volte esasperano i tempi di reazione dando un'eccessiva fiducia nelle proprie capacità o aumentando l'aggressività cosi da sottovalutare l'effettivo rischio. Tanti incidenti, archiviati senza una spiegazione precisa (malore del guidatore, guasto meccanico, fatalità) nascondono sovente una realtà allarmante, in paurosa crescita, non solo in Italia: troppi si mettono al volante sotto gli effetti di stupefacenti. Droghe di ogni specie (senza arrivare per forza all'eroina che limitano, quando non annullano completamente, anche le più elementari percezioni indispensabili per condurre e controllare un veicolo. Statisticamente, il problema rischia di essere sottovalutato, visto che ogni anno vengono registrate appena un migliaio di infrazioni per guida in stato dì alterazione da stupefacenti. Che comporta l'arresto fino a un mese, l'ammenda da 250 euro a 1000 euro ed in via cautelare la sospensione della patente. Molti casi rischiano di restare nell'ombra, perché non sempre i magistrati ordinano analisi tossicologiche in caso di decessi traumatici dovuti a incidenti stradali. Inoltre i controlli, in questo campo, sono problematici. Se per lo stato di ebbrezza, o comunque per chi si dimostri visibilmente alterato da eccessi di alcool, è possibile ricorrere immediatamente all'etilometro, non altrettanto si può fare per il controllo immediato dell'assunzione di droghe. Resta il fatto che, specialmente il sabato sera ma non soltanto, le strade sono popolate da automobilisti dopati, se non proprio drogati: i nemici occulti. Si va dai casi più gravi di chi assume eroina, o magari il metadone presso i centri autorizzati, e poi si mette al volante, ai cocainomani; dai clienti della cannabis (marjuana e hashish) agli assuntori di anfetamine, Lsd, e delle famigerate pastiglie di ecstasy. Specie i giovanissimi appartengono a quest'ultima categoria, e non si rendono conto di quale rischio corrano (loro e gli altri): viaggiano in stato di allucinazione, incapaci di stabilire le distanze e di percepire la fatica, senza poter valutare la velocità e sovente vittime di colpi di sonno. In altre parole, credono di poter guidare senza rischio e passano da uno stato di euforia incontrollata a improvvise depressioni.

 

 

 

 

 

 

CHE COS'E’IL COLPO DI SONNO?

Bruciore agli occhi, testa ciondolante, palpebre pesanti, senso di distrazione generale: sono i segnali che precedono il colpo di sonno. Particolarmente pericolosa è l'associazione sonnolenza-alcol. Una ricerca ha dimostrato che un guidatore su tre, coinvolti in incidenti da colpo di sonno, aveva bevuto alcolici. Risultano inoltre particolarmente esposti al rischio di incidente da sonnolenza i giovani maschi sotto i 30 anni. E facile immaginare la differenza che incorre tra i guidare quando si è in forma e guidare quando si è stanchi: in quest'ultimo caso si diventa più irritabili e distratti, e si tende ad aumentare la velocità per arrivare prima. Quando la sonnolenza compare è un grave errore cercare di resistere. Si rischiano brevi ed improvvisi attacchi di sonno, duranti i quali la vettura percorre molti metri. Aprire il finestrino, alzare il volume dell’autoradio, parlare, non hanno nessun effetto reale sulla sonnolenza. Gli unici rimedi che si sono dimostrati efficaci sono la caffeina (che nei test di guida simulata alla dose di 1150-200 mg riduce gli errori dei soggetti privati di sonno per circa un'ora dall'assunzione) e soprattutto un breve pisolino della durata non superiore ai 20 minuti. La soluzione migliore resta, comunque, quella di prevenire la sonnolenza: dormire adeguatamente prima di intraprendere un viaggio, non bere alcolici, fare dei pasti leggeri, non guidare nelle ore notturne, identificare le malattie che determinano sonnolenza, insomma guidare solo quando si è in perfette condizioni fisiche.

 

 

 

 

E ORA PREOCCUPIAMOCI DELL'AMBIENTE...

Le vittime della strada non sono, purtroppo, solo quelle dei sinistri. Tanti, tantissimi sono i morti per inquinamento da traffico che si sommano a quelli per incidenti automobilistici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che se l'avvelenamento dell'aria continuerà a rimanere ai livelli attuali, nel mondo si verificherà una vera e propria ecatombe: 8 milioni di morti in 20 anni (2000-2020), una strage che può sicuramente essere evitata Quella contro l'inquinamento è quindi una battaglia da vincere,a tutti i costi. Una recente ricerca condotta da esperti dei governo britannico ha dimostrato,che, efficaci piani di riduzione dell’inquinamento da traffico aumenterebbero di sei mesi la vita di un milione di persone, ogni anno, nel solo Regno Unito. Uno studio pubblicato da "Science" e condotto su quattro tra le più grandi metropoli del mondo (Città del Messico, New York, Santiago del Cile e San Paolo del Brasile) prova che solo in queste città l'abbattimento dell'inquinamento salverebbe 64 mila vite umane, eviterebbe l’insorgere di 65.000 bronchiti croniche e risparmierebbe la perdita di circa 37 milioni di giornate di lavoro, e la ricerca si limita ai soli gas serra, quindi le cifre sono stimate per difetto. E ancora, un dato reale: durante le Olimpiadi d'Atlanta del 1996, quando furono imposte limitazioni al traffico privato per un periodo di tempo relativamente protratto, il risultato fu una diminuzione dell'inquinamento di circa il 30% e, parallelamente, una drastica riduzione degli attacchi d'asma (il 40% in meno) e dei ricoveri pediatrici d'urgenza (il 19% in meno). Nel nostro paese, le rilevazioni dimostrano che molti capoluoghi sono ancora sopra i limiti di legge per le polveri sottili e per il benzene.

Trieste, Palermo e Napoli superano le soglie prescritte per il benzene e quasi tutte le grandi città devono fare i conti con le polveri.

 

CHE FARE?

Per ridurre l'inquinamento e il traffico, bisogna puntare a limitazioni della circolazione concrete e permanenti. Bisogna esigere che le città si dotino di una rete di centraline per la misurazione degli inquinanti prodotti dai veicoli, primo tra tutti il benzene. Bisogna pretendere che i Comuni adottino iniziative di chiusura alle auto delle zone realmente più inquinate, anche fuori dai centri storici. Solo così si potrà finalmente invertire la tendenza alla crescita dei livelli di anidride carbonica. In Italia, l'aumento di questo gas, il maggiore responsabile dell'effetto serra, è dovuto in gran parte al traffico. Fortunatamente, la tecnologia offre sempre nuove soluzioni ai problemi ambientali, il che rende tuttavia più necessarie che mai scelte politiche decise e coerenti per favorirne l'adozione. Certo, non sarà possibile sostituire già domani i combustibili fossili con quelli rinnovabili, ma in dieci anni, secondo le stime della Commissione Europea, grazie alle nuove tecniche e con una spesa di appena 50 euro pro capite l'Europa potrebbe ridurre le sue emissioni del 18%. Per quanto riguarda l'Italia, il problema principale è che si spreca troppa energia. Il nostro paese ha il maggior numero di auto per persona in Europa. Usando meno i veicoli privati, ciascuno di noi può consumare meno energia.

Occorre, quindi, orientare le persone verso una scelta consapevole: quella di riappropriarsi dei propri spazi vitali, di cambiare le abitudini in fatto di mobilità  e sperimentare che mezzi pubblici ed anche biciclette possono costituire una valida alternativa alle auto. E, perché no, incentivare l'adozione di veicoli ecologici (elettrici, gas metano, GPL) in modo da ridurre il consumo di carburanti a maggiore impatto ambientale e, quindi, l’inquinamento dell'aria.

 

 

 

        

 

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VIVERE LA STRADA NEL SEGNO DELLA SICUREZZA

gli incidenti stradali in genere non sono tragiche fatalità, ma frutto di errori che si ripetono fino a diventare abitudini comportamentali.

questa spirale può interrompersi proprio con l'impegno dei giovani a vivere la strada nel segno della sicurezza e non dei falsi miti della velocità e della spericolatezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1

La sicurezza richiede consapevolezza di regole e convinzione di osservarle. Non basta fare buoni propositi solo quando si è scampati ad un pericolo o si è persa una persona cara.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Perchè tutti possano muoversi sulla strada è necessario che ci siano delle regole e che tutti le rispettino. Ma servono anche tolleranza per gli errori altrui e rispetto per gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3

Sulla strada ogni errore è pericoloso perchè gli altri potrebbero non prevederlo, ma due sono pericolosissimi:

identificarsi con l'auto o con la moto sognata

sentirsi migliore o superiore perchè si possiede un bel motorino, una bella moto o un'auto di prestigio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4

Gli incidenti non capitano solo agli altri: impara ad evitarli, ma non dimenticare di assicurarti per le eventualità: sul motorino o sulla  moto allaccia sempre il casco correttamente, sull'auto fai uso delle cinture di sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5

Gli incidenti sono sempre frutto di errori. Non basta evitarli, occorre anche saper prevedere quelli altrui e difendersi per non essere coinvolti: osserva sempre attentamente chi ti sta attorno: potrai accorgerti in tempo di chi sta sbagliando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6

Per guidare è necessario essere in piena forma.

Se sei stanco puoi sbagliare senza accorgertene.

L'alcol e le droghe sono una tragica fuga dalla realtà e dalla vita: sono incompatibili con la guida.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7

Le gare di velocità sono bellissime ma solo nei circuiti. Sulla strada la velocità giusta è quella che ti consente di fermarti sempre senza rischio. Andare forte non è bravura ma solo incoscienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8

Per essere veramente forti basta essere accorti.

saper prevedere le difficoltà, anche quelle del bambino che ricorre la palla sfuggitagli, dell'anziano che ha difficoltà a percepire la tua presenza. La distrazione è fatale per te e per gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 9

Non cercare sulla strada l'emozione del rischio.

Non val la pena fare sorpassi azzardati.

Agli incroci rallenta anche se hai la precedenza: qualcuno potrebbe, per errore, non concederla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10

Perdere una vita sulla strada è una tragedia: restano un vuoto incolmabile, un dolore infinito ed il rammarico che bastava poco per evitarla.

Vivi con sicurezza la tua strada.