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L'obiettivo del nostro progetto prevede di portare i preadolescenti ed adolescenti ad un rapporto più responsabile nell’uso del proprio scooter, facendo leva proprio sul potere aggregativo che tale strumento già rappresenta per molti di loro. E nel fare questo è importante partire già da quando si va in bicicletta: una mentalità non si improvvisa, ma la si costruisce momento per momento durante la crescita. L’aver interpellato ed ottenuto la presenza in più momenti di campioni della disciplina motoristica dell’enduro, quali i pluridecorati a livello mondiali Passeri e Rinaldi, oltre che una nutrita rappresentanza di piloti locali, riteniamo possa garantire quella professionalità ed attrattiva per dare veramente qualcosa di più ai ragazzi in una dimensione dove in genere pensano di non aver nulla da imparare. Ricordiamo che questa disciplina motoristica punta molto sulla continuità della preparazione e della conduzione, non raggiunge i livelli di esasperazione del motocross ed è ovviamente molto meno rischiosa. Pure è meno nota, e anche questa è una caratteristica non indifferente riguardo a quanto si diceva prima su un certo modo di accostarsi allo sport. Porta con se un rapporto ravvicinato con l’ambiente, che però richiede maturità per poter essere produttivo e non distruttivo.
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Il primo passo à stato l'attrezzare un apposito campo, delimitato da rete e elementi atti a garantire la sicurezza di utenti e spettatori, ove potersi cimentare in un controllo del mezzo nella guida al limite, attraverso gimkane, piccoli salti, terreno a bassa aderenza. Inoltre l'allestimento occasionale di una pista per il kart che abbiamo acquistato onde attraverso l'emozione poter iniziare anche i più giovani ad una mentalità di guida dell'automobile che sia insieme responsabile e alla ricerca di un certo livello tecnico di conduzione del mezzo. Oltre al coinvolgimento di
personaggi importanti nell'ambito motoristico abbiamo anche curato la
partecipazione delle forze dell’ordine, particolarmente i vigili
locali, soprattutto per una educazione alla segnaletica stradale.
Rappresentanti della sanità pubblica hanno garantito la loro presenza
per illustrare ai ragazzi i rischi e le conseguenze più diffuse in caso
di incidente. Ovviamente puntiamo molto sul contributo dei testimonial
sportivi prima citati sia per il confronto con i ragazzi che per
l’organizzazione di prove di abilità atte a fornire un maggior
controllo psicofisico nella conduzione del proprio mezzo, oltre che
favorire una “riduzione del danno” nella fase purtroppo quasi
ineliminabile (particolarmente per i maschi) dell’alterare le
specifiche di collaudo del mezzo. Il tutto è visto poi nell’ottica di
un approdo alla guida dell’automobile. Per questo abbiamo pensato di
proporre almeno uno stage di guida sicura fatto in loco e la presenza
dei rappresentanti più significativi del gallismo e della pista in
provincia di Brescia, quali Medeghini, Dallavilla, Cristian Pescatori,,
e il responsabile del Camel Trophy e dakarista Beppe Gualini. Inoltre siamo in contatto con il Kartodromo di Antegnate per l’uso della pista assistiti da personale specializzato.
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Obiettivo
del percorso di formazione è quello di trasmettere e invogliare
l'acquisizione di comportamenti conformi alle norme di Educazione
Stradale. Il che significa non soltanto trasferire conoscenze tecniche
relative alle regole di circolazione o ai segnali stradali, ma anche e
soprattutto "formare" individui responsabili che rispettino
i valori della società civile. La maggior parte degli incidenti è
causata dall'inosservanza delle regole. Non basta usare metodi
repressivi perché i comportamenti imposti e non motivati di solito
vengono trasgrediti. Occorre, anche, convincere le persone che tenere
una condotta corretta conviene in quanto da ciò derivano grandi
vantaggi: innanzitutto,
la sicurezza e la salvaguardia della vita e della salute; in
secondo luogo, la fluidità della circolazione che, a sua volta,
riducendo i tempi di percorrenza, si traduce in benefici psicologici
(meno stress e più tempo libero), in risparmio energetico
(diminuzione delle spese di carburante), in riduzione
dell'inquinamento atmosferico. Insomma, le regole dei codice della
strada sono state concepite proprio per proteggere la vita e
l'incolumità di conducenti e pedoni. Occorre,
inoltre, insegnare alle persone a percepire adeguatamente il pericolo
e a controllare la tendenza al rischio. Educare gli individui a
contenere gli impulsi "distruttivi" dettati dalla
frustrazione in modo da sviluppare una corretta percezione dei rischio
e da adottare comportamenti di sicurezza. La lettura di queste poche, semplici norme di educazione stradale vi consentirà di approfondire le vostre conoscenze sulla distanza di sicurezza, sull'uso del casco; sui veicoli cosiddetti "ecologici", sui limiti di velocità, e così via.
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COME
DEVI COMPORTARTI SE SEI UN PEDONE? Devi circolare sui marciapiedi. Nel caso in cui questi non esistano, cammina sul margine della carreggiata, in senso opposto a quello di marcia dei veicoli, in modo da poter vedere quelli che sopraggiungono. Se la carreggiata è a senso unico, stai sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli. Attraversa la strada servendoti degli appositi attraversamenti pedonali o dei sottopassaggi o sovrapassaggi. Sugli attraversamenti pedonali, hai la precedenza rispetto ai veicoli, ma devi comunque essere prudente perché non tutti rispettano le regole della strada. Fuori dall'attraversamento pedonale è il veicolo ad avere la precedenza: attraversa la carreggiata perpendicolarmente, di modo che il tragitto sia il più breve possibile e sempre laddove c'è completa visibilità, mai davanti ad ostacoli di grandi dimensioni o dietro ad una curva.
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COME
DEVI ATTRAVERSARE UN INCROCIO? Per attraversare un
incrocio devi essere particolarmente prudente. Se l'incrocio è regolato
da un semaforo, aspetta che si accenda la luce verde e attraversa in
maniera sollecita, accertandoti che i veicoli rispettino il rosso. Se è
accesa la luce gialla, o la verde lampeggia, non attraversare perché
poco dopo scatterà il rosso; se invece la luce gialla o quella verde
lampeggiante si accendono quando hai già cominciato l'attraversamento,
devi accelerare il passo per completarlo quanto prima, senza però
correre. Mai attraversare davanti ad ostacoli che limitano la visuale,
come per esempio davanti ad autobus, tram o filobus in sosta alle
fermate perché, in tal modo, non riusciresti a vedere eventuali veicoli
in fase di sorpasso dei mezzi pubblici e anche i conducenti dei veicoli
potrebbero non vederti mentre stai attraversando.
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COME
CIRCOLARE IN STRADA CON UN VEICOLO? Sulla destra, anche quando
la carreggiata è libera.
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Usando la massima prudenza,
al fine di evitare incidenti e ricordando che, salvo diversa
segnalazione, ha la precedenza chi proviene da destra.
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Segnalando la manovra con
gli appositi indicatori di direzione e accertandosi che la visibilità
sia tale da consentirla, senza creare situazioni di pericolo o
d'intralcio alla circolazione. La strada deve essere libera per uno
spazio tale da permettere la completa esecuzione del sorpasso, in base
anche alla propria velocità e a quella dei veicolo da sorpassare. Chi
viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Non bisogna
mai iniziare un sorpasso se qualcuno ha già segnalato la medesima
intenzione.
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CHE
COS'E’ LA DISTANZA DI SICUREZZA? Lo spazio che separa il
nostro veicolo da quello che ci precede e ci garantisce, in caso di
arresto improvviso, di evitare collisioni.
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COME
CALCOLARE LA DISTANZA DI SICUREZZA? Tenendo presente che più
alta è la velocità maggiore è la distanza di arresto, ossia lo spazio
percorso dal veicolo dal momento in cui il conducente percepisce il
pericolo a quello in cui il veicolo si arresta. La distanza di arresto
è composta dallo spazio percorso nel tempo di reazione, ossia il tempo
passato tra il momento in cui si vede il pericolo ed il momento in cui
si azionano i freni (in normali condizioni psicofisiche tale tempo varia
da 1 a 2 secondi in relazione alla velocità), e lo spazio di frenata,
ossia lo spazio necessario al veicolo per arrestarsi. Distanza di
arresto = spazio percorso nel tempo di reazione + spazio di frenata. Un
esempio: andando a 40 Km/h si percorrono circa 11 metri al secondo,
mentre altri 9 metri costituiscono lo spazio di frenata (se il veicolo
è in perfetto stato e le condizioni del fondo stradale sono ideali). Se
il tempo di reazione è di circa 1,5 secondi, la distanza percorsa, in
tale tempo, sarà di 16.67 metri e la distanza totale di arresto sarà
quindi di ben 25.67 metri! In caso dì asfalto bagnato o di strada
sdrucciolevole la distanza di arresto aumenta notevolmente.
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COME
COMPORTARSI QUANDO SI CIRCOLA IN BICICLETTA? Transitando sulle piste
ciclabili, dove esistano, o sulla destra della carreggiata, nel caso in
cui queste manchino. Utilizzando i dispositivi di illuminazione da
mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e,
anche di giorno, nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta neve, di
forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Azionando
correttamente i freni, vale a dire innestando prima il freno della ruota
posteriore e poi anche quello della ruota anteriore, in maniera
graduale, per evitare di perdere l'equilibrio o di essere catapultati in
avanti. Occorre non dimenticare che la bicicletta deve essere dotata
obbligatoriamente, oltre che di luci e freni, anche di campanello e
catarifrangenti. I ciclisti sono altresì tenuti a procedere in un'unica
fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo
richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due.
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COSA
NON DEVE MAI FARE UN CICLISTA? Trainare o farsi trainare
da qualsiasi altro veicolo e trasportare persone, tranne nel caso in cui
la bicicletta sia appositamente costruita e attrezzata. Portare o tenere
con le mani pacchi o oggetti che limitino la possibilità di manovra e
di far fronte ad ogni evenienza della circolazione. Gareggiare in
velocità o andare su una sola ruota. Sorpassare un veicolo fermo che si
accinge a riprendere la marcia.
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Tenere rigorosamente la
destra durante la marcia. Segnalare con il braccio destro la svolta a
destra e con il braccio sinistro la svolta a sinistra (dando la
precedenza ai veicoli mentre si sposta prudentemente verso il centro
della carreggiata). Solo quando non provengano altri veicoli, il
ciclista può completare la manovra di svolta a sinistra. Nel caso di
attraversamento di carreggiata a traffico particolarmente intenso e, in
generale, nei tratti pericolosi, il ciclista deve attraversare sulle
strisce pedonali, conducendo a mano la bicicletta. Deve, inoltre,
rispettare un'adeguata distanza di sicurezza dal veicolo che lo precede
in modo da poter frenare in tempo, senza conseguenze e segnalare
l'arresto della bicicletta alzando un braccio, allo scopo di avvertire i
veicoli che sopraggiungono.
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Il ciclista è un utente
debole della strada, in quanto può perdere facilmente l'equilibrio. Le
cause più frequenti degli incidenti in cui incorrono i ciclisti sono le
manovre brusche ed improvvise, come procedere a zig zag, tagliare la
strada ad altri veicoli, distrarsi, svoltare improvvisamente e procedere
in maniera incerta e serpeggiante. Tali manovre devono essere sempre
evitate, anche perché, oltre che per il ciclista, potrebbero essere
pericolose anche per gli altri veicoli che sopraggiungono.
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Il motorino (o tecnicamente
ciclomotore) è un veicolo con motore di cilindrata non superiore a 50
cc e con una velocità massima di 45 Kmh su strada orizzontale. Per
guidarlo devi aver compiuto almeno 14 anni. In strada devi circolare sul
margine destro della carreggiata non intralciando la circolazione degli
altri veicoli e assolutamente non trasportando passeggeri. Questo perché il
ciclomotore è progettato e costruito per portare una sola persona. Non
usare telefoni cellulari e cuffie sonore, distolgono l'attenzione dalla
strada.
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CONSEGUENZE SE SI MODIFICA IL MOTORINO E’importante ricordare che oltre alla sanzione
pecuniaria c'è anche la confisca dei veicolo. |
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I
DISPOSITIVI DI EQUIPAGGIAMENTO DEL CICLOMOTORE Dispositivo
per le segnalazioni acustiche; dispositivo silenziatore e dispositivo di
scarico; dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione (con uso
obbligatorio da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del
suo sorgere e, anche di giorno, nelle gallerie, in caso di nebbia, di
caduta neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità);
dispositivi retrovisori; pneumatici. I dispositivi devono essere
perfettamente funzionanti quando si circola, a garanzia della propria
sicurezza e di quella altrui.
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COSA
POSSEDERE PER POTER CIRCOLARE CON IL CICLOMOTORE Il contrassegno
d'identificazione, che permette di risalire all'intestatario del veicolo
ed è legato alla persona, quindi non segue il ciclomotore (si tratta di
una piccola targa che il proprietario ha la facoltà di trasferire da un
ciclomotore ad un altro); il certificato di idoneità tecnica, che
contiene i dati di identificazione e costruttivi ed è rilasciato dalla
Direzione Generale della Motorizzazione Civile; un documento di
riconoscimento; il contrassegno attestante il pagamento della tassa
automobilistica (bollo); il certificato di assicurazione (obbligatoria);
il contrassegno attestante il pagamento dei l'assicurazione.
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COS'E’
IL CERTIFICATO DI IDONEITA’ ALLA GUIDA? E’ il documento che
occorrerà per guidare un ciclomotore. Questo certificato verrà
rilasciato in seguito alla partecipazione ad appositi corsi, che
verranno tenuti anche presso istituti scolastici d'istruzione
secondaria. Ovviamente, il rilascio sarà subordinato ad un esame
finale.
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Perché dal 30 marzo 2000
è obbligatorio e perché riduce di oltre il 50% la possibilità di
morire per trauma cranico. Da uno studio effettuato dall'istituto
Superiore di Sanità presso alcuni ospedali della città di Bologna,
rispettivamente 50 giorni prima e 64 giorni dopo il 30 marzo 2000, è
risultata una notevole diminuzione dei casi di trauma cranico, alcune
volte superiore alle attese, nonché una riduzione della gravità delle
altre tipologie di lesione.
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QUANTO
E' IMPORTANTE SCEGLIERE IL CASCO GIUSTO? E’ fondamentale non
lasciare al caso l'acquisto di un casco. Perché ci protegga è
necessario capire innanzitutto la giusta misura (si può usare un
centimetro per conoscere l'esatta circonferenza della testa). Il casco
non deve essere né troppo largo perché potrebbe girarsi o scendere
davanti agli occhi durante la guida, né troppo stretto, altrimenti
rischia di comprimere la testa. Dopo averlo accuratamente indossato ed
allacciato, è opportuno fare una prova per rendersi conto se si sfila o
si muove. Nel momento dell'acquisto vengono consegnate anche le
istruzioni, necessarie per il corretto uso del casco. Esso deve essere
omologato ed è consigliabile non comperarlo di seconda mano, poiché
potrebbe essere incidentato e dunque non affidabile.
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IN
CASO DI INCIDENTE Il CASCO VA SOSTITUITO? E’ necessario sostituire
il casco ogni qualvolta subisce un colpo, anche se apparentemente non
riporta danni. Questo perché la calotta interna può comunque essere
stata danneggiata.
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Usare solventi o vernici può
essere molto rischioso ed è opportuno ricordare che per lavare il casco
è sufficiente acqua e sapone e che non bisogna esporlo a forti fonti di
calore.
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E’
NECESSARIO ALLACCIARE SEMPRE IL CASCO? Non solo bisogna indossare
il casco, è necessario anche allacciarlo correttamente. Potrebbe,
altrimenti, sfilarsi in caso d'incidente.
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PERCHE’
INDOSSARE LE CINTURE DI SICUREZZA? Perché è obbligatorio e
perché svolgono una funzione essenziale per la sicurezza degli
occupanti del veicolo. Nel caso di incidente, infatti, il conducente e i
passeggeri vengono proiettati con forza contro il parabrezza o le pareti
dei veicolo, con il rischio di gravi danni fisici. Le cinture e i
sistemi di ritenuta, ancorando le persone ai sedili, impediscono sbalzi
violenti e riducono i danni.
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C Ben aderente al corpo,
distesa e non arrotolata su se stessa. La banda trasversale della
cintura deve essere stretta al torace, appoggiata sulla spalla e ben
scostata dal collo, mentre quella addominale deve aderire al bacino.
E’ inoltre opportuno non frapporre oggetti rigidi, metallici o
appuntiti (penne stilografiche, spille ecc.) tra il corpo e la cintura
di sicurezza, in quanto potrebbero ferire il torace in caso di
incidente. qualche
statistica... In Australia, nello stato
di Victoria, si è osservata una diminuzione dei 27-32% delle morti
attese, dopo l'introduzione della legislazione sull'uso delle cinture.
In Belgio tale decremento è stato del 25%. Studi mirati nel Regno Unito
hanno mostrato una particolare efficacia delle cinture di sicurezza
nella riduzione delle lesioni gravi o mortali (decrementi intorno a 13,5%).
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QUANDO
USARE LE CINTURE DI SICUREZZA? Sempre, non solo in
autostrada, ma anche e soprattutto in città, dove avvengono il maggior
numero di incidenti. Nelle zone urbane, la velocità è in genere più
contenuta; tuttavia le energie in gioco sono già a livelli tali da
produrre lesioni gravi o mortali (basti ricordare che un urto a 50 Kmh
equivale a cadere dal terzo piano di un palazzo). Le cinture sono
ugualmente utili a velocità elevate, quando, per le automobili che ne
sono fornite, entra in gioco anche l'altro dispositivo di sicurezza, l'airbag,
la cui completa efficacia è condizionata dal simultaneo uso delle
cinture.
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E’
VERAMENTE UTILE USARE LE CINTURE DI SICUREZZA?
Si. L’aumento dell'uso
delle cinture porterebbe ad un risparmio di vite molto consistente e,
soprattutto, ad una forte diminuzione dei numero di invalidi e di
ricoveri. Nel 1995, gli incidenti stradali in cui sono stati coinvolti
conducenti con cinture di sicurezza hanno fatto registrare un tasso di
morti 4 volte inferiore rispetto agli incidenti stradali che hanno
coinvolto conducenti privi di cinture di sicurezza. Purtroppo, l'Italia
ha percentuali d'uso che oscillano tra il 10% e il 15% e si colloca tra
i paesi con la minore diffusione in assoluto dell'uso sistematico della
cinture di sicurezza.
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CONOSCIAMO
I LIMITI DI VELOCITA? I limiti massimi di velocità
previsti dal codice della strada sono: 50 Kmh nei centri abitati,
con possibilità di elevazione fino a 70 Kmh nelle strade urbane di
scorrimento. 90 Kmh per le strade
extraurbane secondarie. 110 Kmh per le strade
extraurbane principali. 130 Kmh per le autostrade
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MA
BASTA RISPETTARE I LIMITI DI VELOCITA'? No. All'interno dei limiti
previsti dal codice della strada, la velocità va sempre adattata alle
condizioni esterne, quali la visibilità, la pavimentazione stradale, le
condizioni del tempo, l'intensità del traffico, il carico e lo stato
del veicolo. In particolare, il conducente deve limitare la velocità
nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità
degli incroci e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli,
nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore
notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni
atmosferiche o per altre cause, nel l'attraversa mento degli abitati o
comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici, in prossimità
degli attraversamenti pedonali. Il conducente non deve mai gareggiare in
velocità ma nemmeno circolare a velocità talmente ridotta da
costituire un pericolo o un intralcio per il normale flusso della
circolazione.
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La velocità deve essere
particolarmente moderata quando si affronta una curva. In questo caso
entra in gioco la forza centrifuga che tende a spingere il veicolo verso
l'esterno. Più alta è la velocità, maggiore è la forza centrifuga.
Se questa raddoppia, la forza centrifuga aumenta di quattro volte, se
invece triplica la forza centrifuga accresce di ben nove volte!
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La velocità eccessiva è
una delle principali cause degli incidenti. Un urto a 50 Kmh equivale,
per gli occupanti il veicolo, ad una caduta dal terzo piano di un
palazzo e che in caso di scontro frontale con un altro veicolo l'effetto
distributivo è proporzionale alla somma delle due velocità.
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COSA
FARE SE SI CAUSA UN INCIDENTE? Bisogna fermarsi e prestare
assistenza a coloro che ne hanno bisogno. Per chi si dà alla fuga è
previsto l'arresto. E’ comunque, indipendentemente da qualsiasi
sanzione, è dovere di ogni cittadino prestare soccorso alle vittime di
un incidente. Occorre, inoltre, prendere ogni misura idonea per
salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con
tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei
luoghi e disperse tracce utile per l'accertamento delle responsabilità.
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QUELLO
CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE... Negli
ultimi dieci anni, in Italia, gli incidenti stradali hanno causato la
morte di 80.000 persone e il ferimento di altri due milioni e mezzo di
persone. Circa il 20% dei feriti ha riportato lesioni gravi e inabilità
permanenti. Sono, purtroppo, i giovani le vittime eccellenti degli
incidenti stradali. I ragazzi hanno spesso una percezione distorta del
rischio, il che comporta errori nella valutazione e nelle decisioni in
situazioni critiche (anche per la mancanza di esperienza). E' facile
mettere a repentaglio la propria vita quando le scelte di guida si
basano su fattori estranei alla sicurezza, come voler dare prova della
propria bravura agli amici o far colpo sulle ragazze. Dal 1969 al 1998
sono morte circa 300.000 persone di cui un terzo aveva un'età compresa
tra i 15 e 29 anni. Secondo le statistiche sanitarie, dal 1969 al 1994,
il 50% dei decessi per incidenti stradali riguarda soggetti al di sotto
dei 41 anni. Di questi, ben il 25% aveva meno dì 23 anni. Nello stesso
periodo, nonostante la generale riduzione della mortalità per incidenti
stradali (dovuta in buona parte alla maggior protezione offerta dai
veicoli, all'introduzione dell'uso obbligatorio dei sistemi di
sicurezza, alle numerose campagne di educazione, ai progressi della
medicina), la mortalità nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni è
rimasta sostanzialmente immutata. Probabilmente l'ingresso di nuovi
fattori di rischio, quali la lunga percorrenza in ore notturne, l'uso di
bevande alcoliche concentrato in alcuni giorni della settimana, l'uso di sostanze
stupefacenti, il prevalere di comportamenti aggressivi nella condotta di
guida e, soprattutto, la maggiore diffusione dei veicoli tra le fasce dì
popolazione più giovane, hanno bilanciato i vantaggi sopravvenuti. In
Italia, nel 1998, si è avuto un preoccupante aumento delle vittime di
incidenti stradali: il numero dei morti è salito da 6.226 (1997) a
6.342. Rispetto al 1997, si è riscontrato anche un forte aumento degli
incidenti (+7,7%) e dei feriti (+8,4%). Le città si confermano il luogo
dove si verifica il maggior numero di incidenti (il 74,7% dei casi), con
una crescita del 79% rispetto al 1997, e con una rilevante percentuale
di morti (il 44,2%) che aumenta dello 0,7%. Appena il 6,8% degli
incidenti avviene sulle autostrade. Ma il tasso di mortalità è più
elevato a causa della velocità. Infatti in città, ogni 1000 incidenti,
muoiono circa 16,9 persone, mentre sulle autostrade la quota sale a
47,7.
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LE
PRINCIPALI CAUSE DEGLI INCIDENTI STRADALI Sulle
strade urbane, all'origine dei sinistri, ci sono innanzitutto i
comportamenti di guida del conducente e il suo stato psicofisico: la
guida distratta e l'andamento indeciso, seguiti dal mancato rispetto
della distanza di sicurezza e velocità provocano 33,4 morti ogni 1000
incidenti. I pedoni causano oltre 7300 sinistri (4,8%), soprattutto
nell’attraversamento irregolare della strada e con 44,2 decessi ogni
1.000 incidenti hanno un tasso di mortalità molto elevato. Sulle
autostrade, la causa più frequente di sinistro è l'eccesso di velocità
seguita dalla guida distratta, dall'andamento indeciso e dal mancato
rispetto della distanza di sicurezza. Sono invece la guida contromano e
lo stato psico-fisico del conducente a provocare il maggior numero di
decessi per incidente, rispettivamente con 86 e 98,7 morti ogni 11.000
incidenti. E’ interessante notare
come nel mese di luglio si registra la maggior frequenza di incidenti,
morti e feriti, così come il venerdì e il sabato notte aumentano gli
incidenti rispetto alle notti degli altri giorni della settimana, con
una mortalità maggiore nella fascia oraria dalle 1.00 alle 5.00 del
mattino.
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PARLIAMO
DELLE STRAGI DEL SABATO SERA
La
notte e le prime ore dei mattino sono particolarmente pericolose per chi
si mette alla guida di un veicolo: la visibilità è scarsa e si rischia
il colpo di sonno. Le notti più tragiche sono quelle del venerdì e del
sabato, proprio quando si ha maggiormente voglia di rilassarsi e
divertirsi. Il fenomeno è tristemente famoso come le stragi del sabato
sera. L'uso di alcol e droghe per sentirsi più liberi ed euforici, per
provare nuove sensazioni e dimostrare coraggio, compromette l'equilibrio
del corpo e della mente, con gravi conseguenze sullo stato di vigilanza
alla guida. Basta una piccola quantità di alcool per alterare lo stato
di attenzione dell'individuo e rallentarne i riflessi. Gli effetti sono
tanto maggiori quanto minore è l’età del conducente. Allora perchè
rischiare? Meglio non assumere alcolici se bisogna mettersi alla guida
di un veicolo. Anche l’assunzione di sostanze stupefacenti e di alcuni
farmaci peggiora il funzionamento dei corpo e della mente. Viene meno, o
comunque viene alterata, la capacità di valutare con esattezza i rischi
e le proprie capacità e spesso viene disturbata la percezione dello
spazio o del tempo. Le droghe influenzano l'attenzione, la
concentrazione e a volte esasperano i tempi di reazione dando
un'eccessiva fiducia nelle proprie capacità o aumentando l'aggressività
cosi da sottovalutare l'effettivo rischio. Tanti incidenti, archiviati
senza una spiegazione precisa (malore del guidatore, guasto meccanico,
fatalità) nascondono sovente una realtà allarmante, in
paurosa crescita, non solo in Italia: troppi si mettono al volante sotto
gli effetti di stupefacenti. Droghe di ogni specie (senza arrivare per
forza all'eroina che limitano, quando non annullano completamente, anche
le più elementari percezioni indispensabili per condurre e controllare
un veicolo. Statisticamente, il problema rischia di essere
sottovalutato, visto che ogni anno vengono registrate appena un migliaio
di infrazioni per guida in stato dì alterazione da stupefacenti. Che
comporta l'arresto fino a un mese, l'ammenda da 250 euro a 1000 euro ed
in via cautelare la sospensione della patente. Molti casi rischiano di
restare nell'ombra, perché non sempre i magistrati ordinano analisi
tossicologiche in caso di decessi traumatici dovuti a incidenti
stradali. Inoltre i controlli, in questo campo, sono problematici. Se
per lo stato di ebbrezza, o comunque per chi si dimostri visibilmente
alterato da eccessi di alcool, è possibile ricorrere immediatamente
all'etilometro, non altrettanto si può fare per il controllo immediato
dell'assunzione di droghe. Resta il fatto che, specialmente il sabato
sera ma non soltanto, le strade sono popolate da automobilisti dopati,
se non proprio drogati: i nemici occulti. Si va dai casi più gravi di
chi assume eroina, o magari il metadone presso i centri autorizzati, e
poi si mette al volante, ai cocainomani; dai clienti della cannabis (marjuana
e hashish) agli assuntori di anfetamine, Lsd, e delle famigerate
pastiglie di ecstasy. Specie i giovanissimi appartengono a quest'ultima
categoria, e non si rendono conto di quale rischio corrano (loro e gli
altri): viaggiano in stato di allucinazione, incapaci di stabilire le
distanze e di percepire la fatica, senza poter valutare la velocità e
sovente vittime di colpi di sonno. In altre parole, credono di poter
guidare senza rischio e passano da uno stato di euforia incontrollata a
improvvise depressioni.
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CHE
COS'E’IL COLPO DI SONNO?
Bruciore
agli occhi, testa ciondolante, palpebre pesanti, senso di distrazione
generale: sono i segnali che precedono il colpo di sonno.
Particolarmente pericolosa è l'associazione sonnolenza-alcol. Una
ricerca ha dimostrato che un guidatore su tre, coinvolti in incidenti da
colpo di sonno, aveva bevuto alcolici. Risultano inoltre particolarmente
esposti al rischio di incidente da sonnolenza i giovani maschi sotto i
30 anni. E facile immaginare la differenza che incorre tra i guidare
quando si è in forma e guidare quando si è stanchi: in quest'ultimo
caso si diventa più irritabili e distratti, e si tende ad aumentare la
velocità per arrivare prima. Quando la sonnolenza compare è un grave
errore cercare di resistere. Si rischiano brevi ed improvvisi attacchi
di sonno, duranti i quali la vettura percorre molti metri. Aprire il
finestrino, alzare il volume dell’autoradio, parlare, non hanno nessun
effetto reale sulla sonnolenza. Gli unici rimedi che si sono dimostrati
efficaci sono la caffeina (che nei test di guida simulata alla dose di
1150-200 mg riduce gli errori dei soggetti privati di sonno per circa
un'ora dall'assunzione) e soprattutto un breve pisolino della durata non
superiore ai 20 minuti. La soluzione migliore resta, comunque, quella di
prevenire la sonnolenza: dormire adeguatamente prima di intraprendere un
viaggio, non bere alcolici, fare dei pasti leggeri, non guidare nelle
ore notturne, identificare le malattie che determinano sonnolenza,
insomma guidare solo quando si è in perfette condizioni fisiche.
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E
ORA PREOCCUPIAMOCI DELL'AMBIENTE... Le vittime della strada non
sono, purtroppo, solo quelle dei sinistri. Tanti, tantissimi sono i
morti per inquinamento da traffico che si sommano a quelli per incidenti
automobilistici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato
che se l'avvelenamento dell'aria continuerà a rimanere ai livelli
attuali, nel mondo si verificherà una vera e propria ecatombe: 8
milioni di morti in 20 anni (2000-2020), una strage che può sicuramente
essere evitata Quella contro l'inquinamento è quindi una battaglia da
vincere,a tutti i costi. Una recente ricerca condotta da esperti dei
governo britannico ha dimostrato,che, efficaci piani di riduzione
dell’inquinamento da traffico aumenterebbero di sei mesi la vita di un
milione di persone, ogni anno, nel solo Regno Unito. Uno studio
pubblicato da "Science" e condotto su quattro tra le più
grandi metropoli del mondo (Città del Messico, New York, Santiago del
Cile e San Paolo del Brasile) prova che solo in queste città
l'abbattimento dell'inquinamento salverebbe 64 mila vite umane,
eviterebbe l’insorgere di 65.000 bronchiti croniche e risparmierebbe
la perdita di circa 37 milioni di giornate di lavoro, e la ricerca si
limita ai soli gas serra, quindi le cifre sono stimate per difetto. E
ancora, un dato reale: durante le Olimpiadi d'Atlanta del 1996, quando
furono imposte limitazioni al traffico privato per un periodo di tempo
relativamente protratto, il risultato fu una diminuzione
dell'inquinamento di circa il 30% e, parallelamente, una drastica
riduzione degli attacchi d'asma (il 40% in meno) e dei ricoveri
pediatrici d'urgenza (il 19% in meno). Nel nostro paese, le rilevazioni
dimostrano che molti capoluoghi sono ancora sopra i limiti di legge per
le polveri sottili e per il benzene. Trieste, Palermo e Napoli
superano le soglie prescritte per il benzene e quasi tutte le grandi
città devono fare i conti con le polveri.
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CHE
FARE?
Per ridurre l'inquinamento
e il traffico, bisogna puntare a limitazioni della circolazione concrete
e permanenti. Bisogna esigere che le città si dotino di una rete di
centraline per la misurazione degli inquinanti prodotti dai veicoli,
primo tra tutti il benzene. Bisogna pretendere che i Comuni adottino
iniziative di chiusura alle auto delle zone realmente più inquinate,
anche fuori dai centri storici. Solo così si potrà finalmente
invertire la tendenza alla crescita dei livelli di anidride carbonica.
In Italia, l'aumento di questo gas, il maggiore responsabile
dell'effetto serra, è dovuto in gran parte al traffico. Fortunatamente,
la tecnologia offre sempre nuove soluzioni ai problemi ambientali, il
che rende tuttavia più necessarie che mai scelte politiche decise e
coerenti per favorirne l'adozione. Certo, non sarà possibile sostituire
già domani i combustibili fossili con quelli rinnovabili, ma in dieci
anni, secondo le stime della Commissione Europea, grazie alle nuove
tecniche e con una spesa di appena 50 euro pro capite l'Europa potrebbe
ridurre le sue emissioni del 18%. Per quanto riguarda l'Italia, il
problema principale è che si spreca troppa energia. Il nostro paese ha
il maggior numero di auto per persona in Europa. Usando meno i veicoli
privati, ciascuno di noi può consumare meno energia. Occorre, quindi, orientare le persone verso una
scelta consapevole: quella di riappropriarsi dei propri spazi vitali, di
cambiare le abitudini in fatto di mobilità
e sperimentare che mezzi pubblici ed anche biciclette possono
costituire una valida alternativa alle auto. E, perché no, incentivare
l'adozione di veicoli ecologici (elettrici, gas metano, GPL) in modo da
ridurre il consumo di carburanti a maggiore impatto ambientale e,
quindi, l’inquinamento dell'aria.
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VIVERE LA STRADA NEL SEGNO DELLA SICUREZZA gli incidenti stradali in genere non sono tragiche fatalità, ma frutto di errori che si ripetono fino a diventare abitudini comportamentali. questa spirale può interrompersi proprio con l'impegno dei giovani a vivere la strada nel segno della sicurezza e non dei falsi miti della velocità e della spericolatezza.
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La sicurezza richiede consapevolezza di regole e convinzione di osservarle. Non basta fare buoni propositi solo quando si è scampati ad un pericolo o si è persa una persona cara.
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Perchè tutti possano muoversi sulla strada è necessario che ci siano delle regole e che tutti le rispettino. Ma servono anche tolleranza per gli errori altrui e rispetto per gli altri.
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Sulla strada ogni errore è pericoloso perchè gli altri potrebbero non prevederlo, ma due sono pericolosissimi: identificarsi con l'auto o con la moto sognata sentirsi migliore o superiore perchè si possiede un bel motorino, una bella moto o un'auto di prestigio.
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Gli incidenti non capitano solo agli altri: impara ad evitarli, ma non dimenticare di assicurarti per le eventualità: sul motorino o sulla moto allaccia sempre il casco correttamente, sull'auto fai uso delle cinture di sicurezza.
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Gli incidenti sono sempre frutto di errori. Non basta evitarli, occorre anche saper prevedere quelli altrui e difendersi per non essere coinvolti: osserva sempre attentamente chi ti sta attorno: potrai accorgerti in tempo di chi sta sbagliando.
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Per guidare è necessario essere in piena forma. Se sei stanco puoi sbagliare senza accorgertene. L'alcol e le droghe sono una tragica fuga dalla realtà e dalla vita: sono incompatibili con la guida.
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Le gare di velocità sono bellissime ma solo nei circuiti. Sulla strada la velocità giusta è quella che ti consente di fermarti sempre senza rischio. Andare forte non è bravura ma solo incoscienza.
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Per essere veramente forti basta essere accorti. saper prevedere le difficoltà, anche quelle del bambino che ricorre la palla sfuggitagli, dell'anziano che ha difficoltà a percepire la tua presenza. La distrazione è fatale per te e per gli altri.
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Non cercare sulla strada l'emozione del rischio. Non val la pena fare sorpassi azzardati. Agli incroci rallenta anche se hai la precedenza: qualcuno potrebbe, per errore, non concederla.
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Perdere una vita sulla strada è una tragedia: restano un vuoto incolmabile, un dolore infinito ed il rammarico che bastava poco per evitarla. Vivi con sicurezza la tua strada.
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